Il Giardino dei Giusti cresce ancora
Studenti e memoria all’Istituto Mattarella di Castellammare del Golfo
Il Giardino dei Giusti cresce ancora. E cresce grazie ai giovani.
All’Istituto statale di istruzione superiore “Piersanti Mattarella” di Castellammare del Golfo si è svolta la quinta edizione della Celebrazione della Giornata dei Giusti, un appuntamento ormai diventato punto di riferimento per molte scuole siciliane.
L’evento ha riunito studenti, docenti, istituzioni e rappresentanti del territorio attorno a una domanda che attraversa la storia e il presente.
Chi è davvero un giusto.

Ad aprire la giornata è stato il dirigente scolastico Giuseppe Lo Porto che ha dato il benvenuto agli studenti e alle delegazioni scolastiche presenti, tra cui i ragazzi provenienti da Buseto Palizzolo.
Nel suo intervento il dirigente ha invitato i giovani a osservare con attenzione ciò che accade nel mondo.
Secondo Lo Porto la storia dimostra che molte guerre vengono giustificate con motivazioni ideologiche o religiose, mentre alla base esistono spesso interessi economici. Proprio per questo diventa fondamentale tornare a riflettere sul significato profondo della parola giustizia.
Essere giusti significa prima di tutto possedere integrità morale.

Significa difendere i propri valori senza trasformarli in strumenti di conflitto contro chi la pensa diversamente.
Il dirigente ha ricordato come la società abbia spesso bisogno di eroi nei momenti più difficili. Quando ciò accade significa che qualcosa nel tessuto sociale si è incrinato.
Ha richiamato anche l’esperienza della Palermo degli anni Ottanta e Novanta, segnata dalla lotta alla mafia, quando magistrati, poliziotti e servitori dello Stato hanno pagato con la vita la difesa della legalità.
Proprio da queste riflessioni nasce il valore della Giornata dei Giusti.
Una giornata dedicata a tutte le persone che, nei momenti più difficili della storia, hanno difeso la dignità umana mettendo a rischio la propria vita.
Successivamente è intervenuta la professoressa Daniela Paradiso, docente di filosofia e storia del liceo classico dell’istituto.
Paradiso ha raccontato la nascita del Giardino dei Giusti all’interno dell’azienda agraria della scuola. Un uliveto che ogni anno si arricchisce di nuovi alberi dedicati a figure che hanno difeso la giustizia



Il progetto coinvolge studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado che realizzano ricerche e prodotti multimediali dedicati a queste figure.
Ogni lavoro nasce da un percorso di studio e approfondimento che culmina nella realizzazione di un video di circa tre minuti.
Paradiso ha sottolineato come spesso i ragazzi più giovani riescano a sorprendere per entusiasmo e creatività.
Il valore del progetto non sta soltanto nel risultato finale ma soprattutto nel percorso di ricerca e riflessione che gli studenti affrontano.



Nel suo intervento la docente ha citato anche una riflessione di Platone.
Essere giusti significa fare il proprio dovere all’interno della società.
Non serve diventare eroi. La società migliore è quella che non ha bisogno di eroi.
Tra gli ospiti della giornata è intervenuta anche la professoressa Valenti, membro della giuria e vicepresidente del Centro Italiano Femminile di Castellammare del Golfo.
Il suo intervento ha attraversato esperienze personali e memoria storica.

Valenti ha raccontato il suo percorso di insegnante e il suo impegno nel dialogo tra culture e religioni.
Ha ricordato con particolare emozione la figura di Simona Mafai, protagonista di uno dei lavori premiati durante la giornata.
Mafai era stata invitata anni fa a Castellammare per un incontro pubblico dedicato alle donne. Due giorni prima dell’evento un malessere improvviso le impedì di partecipare. Morì poco dopo.
Nel suo studio furono trovati gli appunti della relazione che avrebbe dovuto presentare proprio a Castellammare del Golfo.
Valenti ha voluto ricordare anche la giornalista Ilaria Alpi, uccisa mentre indagava su traffici illegali in Somalia.
Un esempio di coraggio e libertà dell’informazione.

Durante il suo intervento ha proposto di valorizzare il Giardino dei Giusti come patrimonio culturale e civile di tutta la provincia di Trapani.
Un luogo dell’anima dove le storie di chi ha difeso la giustizia possano continuare a parlare alle nuove generazioni.
A portare il saluto delle istituzioni è intervenuto anche il viceprefetto di Trapani Filippo Consoli.
Nel suo intervento ha ricordato che il progetto si inserisce nel calendario di iniziative dedicate agli ottant’anni dal referendum del 2 giugno 1946.
Un momento storico fondamentale perché per la prima volta le donne italiane esercitarono il diritto di voto.
Consoli ha sottolineato l’importanza dell’educazione, delle opportunità sociali e dell’accesso alla cultura per permettere a ogni individuo di sviluppare i propri talenti.
Famiglia, scuola e associazioni rappresentano gli spazi fondamentali in cui si costruisce la personalità di una persona.

Quando questi contesti mancano o sono fragili si creano condizioni di emarginazione sociale.
Ricordare le donne che hanno lottato per i diritti significa anche riconoscere il valore delle opportunità e delle occasioni nella crescita di ogni individuo.
Il momento centrale della giornata è stato dedicato alla presentazione dei lavori realizzati dagli studenti.
Il terzo posto è stato assegnato alla classe seconda E del liceo classico di Castellammare del Golfo con un progetto dedicato a Marielle Franco, attivista brasiliana impegnata nella difesa dei diritti delle donne, delle comunità afrodiscendenti e delle minoranze.
Il secondo posto è andato alla classe terza B dell’Istituto comprensivo Don Bosco Rocca di Alcamo con un lavoro dedicato alla scienziata Marie Curie.
Un progetto che ha raccontato non soltanto il genio scientifico della studiosa ma anche la sua lotta per il diritto allo studio e per l’emancipazione femminile.

Il primo premio è stato assegnato alla classe terza dell’Istituto comprensivo Dante Alighieri di Valderice, plesso Manzoni di Buseto Palizzolo.
Il loro video è stato dedicato alla figura di Simona Mafai.
Politica, femminista e attivista antimafia, Mafai si è battuta per i diritti dei lavoratori e delle donne, sostenendo in particolare le ricamatrici sfruttate e i contadini siciliani.
Il loro lavoro ha colpito la giuria per l’originalità, il coinvolgimento degli studenti e la qualità narrativa del video.
La giornata si è conclusa con il trasferimento all’azienda agraria dell’istituto dove si trova il Giardino dei Giusti.
Un uliveto che cresce anno dopo anno.
Ogni albero diventa memoria viva di una persona che ha scelto di difendere la dignità umana.
E mentre gli studenti camminano tra quegli alberi, il significato della parola giustizia smette di essere un concetto astratto.
Diventa una responsabilità.
Diventa una scelta.
Diventa futuro.
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Servizio a cura di Paolo Di Bella



