CALANDRA & CALANDRA, 10 MILIONI DI VOLTE SICILIA.

Il successo di “Lu Matrimoniu” che continua a conquistare il mondo

Un brano interamente in siciliano, una produzione indipendente, quasi 200 persone coinvolte e un intero territorio trasformato in racconto. A tredici anni dalla pubblicazione, “Lu Matrimoniu Tirituppi e T’appi” supera i 10 milioni di visualizzazioni su YouTube. Dietro quel numero c’è una storia che merita di essere raccontata.

DIECI MILIONI… SI… MA IL NUMERO RACCONTA SOLTANTO UNA PARTE DELLA STORIA

Ci sono video che diventano virali per qualche settimana e poi scompaiono. “Lu Matrimoniu Tirituppi e T’appi” ha seguito una strada diversa.

Pubblicato nel 2013, il videoclip dei fratelli Maurizio e Giuseppe Calandra ha continuato negli anni a essere guardato, condiviso, cercato e inviato da una persona all’altra, fino a superare la soglia dei 10 milioni di visualizzazioni su YouTube. Secondo i dati comunicati dagli artisti, oltre la metà delle visualizzazioni arriva oggi dall’estero.

Ed è proprio qui che il risultato cambia significato.

Stiamo parlando di un brano originale cantato interamente in siciliano. Nessuna major discografica alle spalle. Nessun grande network incaricato di trasformarlo in un tormentone. Produzione dell’Associazione Sicilia In, collaborazione con Ottica Focus di Calogero Corbo e una scelta precisa dei Calandra: investire sulle proprie idee e presentare la Sicilia senza snaturarla.

IL CORAGGIO DI FARE LE COSE IN GRANDE

Per capire i 10 milioni bisogna tornare all’inizio.

I Calandra avrebbero potuto realizzare un normale videoclip musicale. Scelsero invece una produzione complessa, con una vera storia, personaggi, costumi, ambientazioni, scene corali, recitazione, comicità e ballo.

La regia venne affidata a Baldo Messina. Gli arrangiamenti portano la firma di Massimo Scalici. La produzione coinvolse quasi 200 persone tra attori, comparse, ballerine e tecnici. Numeri rilevanti per un progetto indipendente.

Fu una scelta artistica. Fu soprattutto una scelta coraggiosa.

Perché prima dei 10 milioni c’erano idee da difendere, persone da coordinare, location da gestire, scene da costruire e risorse da investire senza sapere quale sarebbe stata la risposta del pubblico.

UN VIDEOCLIP CHE È QUASI UN PICCOLO FILM

“Lu Matrimoniu” funziona perché non chiede allo spettatore di limitarsi ad ascoltare una canzone.

Gli racconta qualcosa.

La Sicilia degli anni Cinquanta diventa un grande palcoscenico popolare. Il matrimonio, la famiglia, gli invitati, gli sguardi, le situazioni comiche, il pranzo, la musica e l’immancabile festa costruiscono una sequenza di piccoli episodi.

C’è sempre qualcosa da osservare.

Un volto. Una reazione. Un personaggio. Una gag. Un dettaglio.

Anche chi non comprende ogni parola del siciliano riesce a seguire ciò che accade. Ed è uno dei motivi che aiutano a spiegare la capacità del video di viaggiare fuori dall’Italia.

ATTORI, COMPARSE E GENTE COMUNE. IL VOLTO DEI VIDEO DEI CALANDRA

Poi c’è un elemento che caratterizza da anni il linguaggio audiovisivo dei Calandra & Calandra.

Nei loro videoclip convivono professionisti, volti conosciuti dello spettacolo siciliano e persone comuni.

È una scelta importante.

Perché davanti alla telecamera non trovi un mondo distante. Trovi facce, atteggiamenti e personaggi che sembrano appartenere a una grande festa di paese o a un matrimonio di famiglia.

Persino le comparse diventano parte del racconto.

Le immagini che abbiamo analizzato lo mostrano bene. Basta guardare i tavoli, gli invitati, le espressioni durante la cerimonia, i ballerini, i musicisti e le scene più ironiche. L’inquadratura resta continuamente piena di vita.

E POI SI BALLA… SEMPRE

Nei video dei Calandra il ballo non arriva come decorazione.

Fa parte del linguaggio.

Quando parte la musica, il racconto si allarga. Entrano ballerine, invitati, musicisti e gruppi di persone. Il videoclip smette per qualche istante di sembrare una rappresentazione e assume l’energia di una festa vera.

È uno degli elementi più immediati di “Lu Matrimoniu”.

Ritmo, immagini e movimento lavorano insieme. Lo spettatore non osserva una Sicilia immobile. Vede una Sicilia che canta, scherza, balla e partecipa.

UNA SICILIA CHE NON FA DA SFONDO MA DA PROTAGONISTA

Le Grotte di Mangiapane, il Santuario di Custonaci e il Baglio Abbate di Balestrate non vengono utilizzati come semplici scenografie.

Entrano nella storia.

Le pietre, i cortili, la chiesa, il baglio, gli spazi aperti e l’architettura costruiscono l’identità visiva del videoclip.

Questo è uno dei meriti maggiori del progetto.

I Calandra hanno capito presto che musica e promozione del territorio potevano camminare insieme. Già nel 2016, quando “Lu Matrimoniu” raggiunse il primo milione di visualizzazioni, la stampa sottolineava questa volontà di legare la loro musica alla cultura e ai luoghi della Sicilia.

PERCHÉ PROPRIO QUESTO VIDEO È ARRIVATO A 10 MILIONI?

Non esiste una formula matematica che produca dieci milioni di visualizzazioni.

Qui, però, gli ingredienti sono riconoscibili.

Una canzone immediata. Una lingua fortemente identitaria. Una storia comprensibile anche attraverso le immagini. Comicità. Ballo. Personaggi. Un cast enorme. Location riconoscibili. Una regia costruita intorno al racconto. E soprattutto una Sicilia rappresentata senza chiedere il permesso di essere siciliana.

Il dato più interessante resta la durata del fenomeno.

Già nel gennaio 2016 il video raggiungeva il primo milione e la stampa osservava che il risultato non nasceva da un’esplosione virale improvvisa, ma da una crescita progressiva, con una forte componente di pubblico internazionale. Oggi quella corsa è arrivata a dieci milioni.

Questa continuità vale forse più del numero stesso.

DAL WEB AI FESTIVAL, FINO ALLA RAI

Il pubblico ha fatto la sua parte. Anche i riconoscimenti sono arrivati.

“Lu Matrimoniu” ha ottenuto il premio come Miglior Videoclip al Mizzica Film Festival di Catania e al Corto Corto Mon Amour, oltre al Leone d’Argento al Favignana Film Festival. Il brano è passato anche su Radio Rai Uno nel programma “Demo”

La storia ha raggiunto anche Rai 1. “Lu Matrimoniu” e altri brani dei Calandra sono stati inseriti nel docufilm “Pippo Baudo Story”, diretto da Leonardo Metalli.

Ma nessun premio descrive il fenomeno meglio di un gesto semplicissimo. Qualcuno, da qualche parte del mondo, continua ancora oggi a premere play.

10 MILIONI DI VOLTE CALANDRA… 10 MILIONI DI VOLTE SICILIA

Dietro “Lu Matrimoniu Tirituppi e T’appi” ci sono Maurizio e Giuseppe Calandra.

Ma dentro quei dieci milioni ci sono Baldo Messina, Massimo Scalici, la produzione, i tecnici, gli attori, le comparse, le ballerine, i musicisti, chi ha messo a disposizione i luoghi, chi ha sostenuto economicamente il progetto e centinaia di persone che hanno creduto in un’idea prima che esistesse un numero a darle ragione.

È questo il merito che oggi AP Web Radio Magazine vuole riconoscere.

Avere avuto un’idea.

Aver avuto il coraggio di realizzarla in grande.

Aver scelto il siciliano quando sarebbe stato più facile scegliere un’altra lingua.

Aver portato dentro un videoclip persone, tradizioni, musica, ironia, danza e territorio.

E tredici anni dopo quella storia continua. Il contatore segna 10 milioni “e coccia…” ma la cosa più interessante, però, è che qualcuno sta ancora guardando…