PER LA SERIE RACCONTI DAL BUIO ECCO LA NUOVA STORIA INTITOLATA: LA FONTE DEL RICORDO, DETTATO A SVEVA MOLINARO DALLE SUE GUIDE.

Il racconto usa un linguaggio simbolico e spirituale per spiegare come funzionerebbe la memoria dell’anima durante il ciclo delle reincarnazioni.

1. Esistono due “fonti” nell’oltre-vita

La storia parla di due luoghi simbolici da cui l’anima beve prima di rinascere:

🔹 La Fonte Smemorina

È la fonte dell’oblio.
L’anima la beve per dimenticare le vite precedenti, così da poter affrontare la nuova esistenza senza ricordi che influenzano troppo le scelte.

Questo “dimenticare” serve a rendere la nuova vita un vero percorso di crescita e allenamento spirituale, con sfide autentiche.

🔹 La Fonte del Ricordo

È la fonte che conserva tutto ciò che siamo stati.
È un luogo energetico–spirituale dove risiede la memoria delle vite passate, ma è accessibile solo alle anime elevate.
Si trova in un punto dell’universo che cambia ad ogni rinascita: non è fisico, ma un simbolo della natura complessa e mutevole del percorso dell’anima.


2. Cosa succede quando il processo non funziona?

A volte – dice la storia – qualcosa va storto:

  • l’anima non beve abbastanza dalla Fonte Smemorina,
  • oppure durante “l’ultimo banchetto” (il passaggio tra le vite) avviene un errore.

Quando succede, la persona rinasce con ricordi residui, flash, sensazioni, immagini non decifrabili:

  • Déjà-vu intensi
  • Ricordi che non appartengono alla vita attuale
  • Un senso di “riconoscimento” verso luoghi o persone mai viste
  • Pezzi di memoria inspiegabili

Sono brandelli di vite precedenti che non sono stati cancellati del tutto.


3. Perché accade?

Secondo la storia:
perché certe anime stanno facendo un percorso evolutivo avanzato, e quindi il confine tra memoria e oblio è più sottile.

Gli errori non sono punizioni:
sono segnali che quell’anima sta arrivando a una soglia importante della sua crescita.


4. Messaggio principale della storia

Il racconto vuole far riflettere su un’idea forte:

➡️ Le sensazioni misteriose che viviamo – come déjà-vu, ricordi strani o intuizioni profonde – potrebbero essere echi di ciò che eravamo in vite precedenti.

E soprattutto:

➡️ Ogni anima ha un proprio luogo segreto dove custodisce il suo vero passato.
Solo chi è pronto può avvicinarsi a quella fonte.

IL RACCONTO

Esistono due fonti della memoria, quella del ricordo e quella smemorina. Quando rinasciamo, beviamo nell’oltre la seconda, affinché le nostre coltivazioni accrescano la spiritualità e le energie ed affinché il nostro allenamento sia più proficuo. Succede però che qualche volta non ne beviamo a sufficienza o qualcosa va storto all’ultimo banchetto e così ci ritroviamo in queste vite terrene ad avere ricordo di alcuni pezzi che non riusciamo ad assemblare. La fonte del ricordo è nella dimensione terrena e serve a far sì che le anime elevate possano ricordare, ma si trova in un unico punto dell’universo che cambia di rinascita in rinascita ed è diversa per ogni singola anima elevata.

Riassunto – La Fonte del Ricordo

Esistono segreti dell’anima che sfiorano appena la nostra coscienza: frammenti, sensazioni, déjà-vu che sembrano non appartenere alla nostra vita… e invece potrebbero essere parte di un disegno molto più antico.

Il racconto ci porta oltre il velo, in un luogo dove due fonti determinano il destino di ogni esistenza: la Fonte del Ricordo, che custodisce ciò che fummo, e la Fonte Smemorina, che ci aiuta a dimenticare prima di tornare sulla Terra. È un equilibrio delicato, necessario per permettere alle anime di evolversi e crescere attraverso nuove prove.

Ma non sempre il processo funziona come previsto. A volte si beve troppo poco dell’oblio, a volte un ultimo dettaglio sfugge durante il viaggio… e così qualcuno rinasce con ricordi spezzati, intuizioni inspiegabili, o il sospetto di aver vissuto altre vite che bussano ancora dal profondo.

Ogni anima elevata, poi, nasconde un’ulteriore verità: la sua Fonte del Ricordo personale, un luogo misterioso dell’universo che muta ad ogni rinascita e che solo i più sensibili riescono a percepire. Raggiungerla significa comprendere chi siamo davvero… ma il cammino per trovarla è tutt’altro che semplice.

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