Il Fantasma Innamorato
SERIE: RACCONTI DAL BUIO – TERZO EPISODIO – IL FANTASMA INNAMORATO …quando l’aldilà supera i confini del possibile
Di Sveva Molinaro – Racconto narrato da Paolo Di Bella

Ci sono momenti in cui il confine tra il mondo visibile e ciò che si nasconde oltre di esso sembra assottigliarsi fino a scomparire. È ciò che accadde nei primi anni in cui la protagonista della nostra storia decise di rivelare pubblicamente le sue capacità medianiche, una scelta coraggiosa che, all’epoca, la trascinò in un vortice di curiosità, incredulità e richieste incessanti.
Erano gli anni in cui il tema dell’occulto veniva ancora trattato con diffidenza. I gruppi dedicati al paranormale iniziavano appena a popolarsi sui social e la figura del medium era ancora avvolta da sospetti, fraintendimenti e antichi retaggi culturali. Ma nonostante ciò, ogni volta che scorreva i post degli utenti, accadeva qualcosa di sorprendente: le anime dei defunti la cercavano. Senza fotografie, senza invocazioni. A volte bastava un nome, altre un semplice pensiero condiviso.
Questa sua capacità venne però presto fraintesa. Le persone cominciarono a crederla una sorta di “traduttrice dell’aldilà” attivabile tramite foto. E così, nel giro di pochi giorni, il suo Messenger si riempì di immagini, ritratti sbiaditi, volti sconosciuti. Una vera e propria anagrafe mortuaria parallela. Rispondere a tutti diventò impossibile—e necessario smettere.
L’incontro con l’entità che amava troppo
Tra le centinaia di richieste, ce n’era una che spiccava per inquietudine.
Una donna le scrisse chiedendo se fosse possibile che un’entità potesse toccare una persona, spingerla, perfino… palparla. Una domanda che, già di per sé, lasciava intuire un contatto molto più fisico del normale.

La medium rispose con sincerità:
se un’entità è estremamente energetica, sì, può farlo.
Poi arrivò la seconda domanda, ancora più disturbante:
“Un defunto può innamorarsi di un vivo?”
La risposta fu altrettanto chiara:
i defunti restano ciò che erano in vita—sentimenti compresi.
Quindi sì, è possibile.
La donna allora raccontò la verità:
la sorella era perseguitata da una presenza invisibile che sembrava aver sviluppato un’ossessione amorosa per lei. La toccava, la scuoteva, la isolava dalla sua vita sociale, fino a farle temere la propria quotidianità.
Per poter indagare, la medium chiese una foto.
La risposta fu disarmante: la donna mandò solo… gli occhi della sorella.
Troppo poco. Quasi inutile. Serviva l’ambiente, un riflesso, un contesto.
Ma la misteriosa interlocutrice non voleva “esporsi”: prima doveva capire se poteva fidarsi.
Un sogno lucido… o un richiamo?
Passarono giorni di silenzio finché, una notte, la medium venne trasportata in un sogno lucido da una delle sue guide.
Le mostrò un volto noto del mondo dello spettacolo e le disse che la persona che la stava cercando era proprio… lui.
Una rivelazione inquietante, che però non la scosse:
“Anche fosse stato il re dello spettacolo, se non vuole aprirsi, non posso costringerlo.”
La verità è che certe entità, soprattutto quelle emotivamente squilibrate, giocano a nascondersi.
Il ritorno della donna e la scoperta dell’inganno

La donna ricomparve:
la sorella era ormai allo stremo, diceva.
Vittima di aggressioni invisibili, senza pace né tregua.
Ma ancora una volta, nessuna prova: niente foto, niente video.
“Non ho tempo per filmare, ho impegni”, rispose.
Fu allora che la medium decise di dirle la verità:
che sapeva perfettamente chi fosse.
Che l’account era falso.
Che nulla sarebbe trapelato, ma che senza collaborazione era impossibile aiutarla.
Seguì un lungo silenzio.
Poi un messaggio breve:
“Le farò sapere.”
E scomparve.
Una storia senza finale… o un finale che continua altrove?
Dopo settimane, la donna scrisse di nuovo.
Ma la medium, memore del caos precedente, non rispose subito.
E quando finalmente cercò di darle una mano… l’account era sparito.
Inesistente.
I messaggi, mescolati tra centinaia di richieste quotidiane, erano ormai introvabili.
Il destino della sorella rimase un enigma.
Quella presenza, un’ossessione d’ombra che forse cercava amore, forse controllo… forse solo attenzione.
Un fantasma innamorato, che aveva attraversato il confine del mondo dei vivi per un sentimento che non sapeva più contenere.
E come tutte le storie che nascono nell’ombra…
anche questa non ha un vero finale.
Solo domande sospese, come passi ovattati nel buio.
IL VIDEO DEL RACCONTO




